Stai per visitare il Parco? Ecco tutte le informazioni utili

  • Quanto dura la visita?

La visita dura mediamente 1 ora e 30 minuti.

  • Quanto è lungo il percorso?

Il percorso è di 1 km. Una passeggiata semplice e adatta a tutti all’interno di un bellissimo bosco del Chianti con 30 opere di artisti internazionali.

  • Il Parco è adatto ai bambini?

Assolutamente si! I bambini lo adoreranno. Una passeggiata nel bosco alla scoperta di opere d’arte inaspettate, maestose ed anche interattive.

  • C’è un punto ristoro?

No, il Parco non ha un punto ristoro, ma offre un’area picnic a disposizione dei visitatori. Al vostro arrivo chiedete al personale del Parco che ve lo indicherà.

  • Ci sono ristoranti nelle vicinanze?

Certamente! Saremo lieti di consigliarvi alcuni ristoranti raggiungibili in auto a circa 4-6 km di distanza dal Parco.

  • Come funziona con i gruppi?

Per questioni organizzative vi chiediamo la prenotazione per gruppi. Le visite guidate sono momentaneamente sospese causa Covid-19. Vi invitiamo comunque a scaricare gratuitamente la nostra App ChiantiPark, disponibile sia su Apple store che Google Play. Vi farà da audioguida!

  • Il Parco è accessibile a persone diversamente abili?

È possibile visitare il Parco con una sedia a rotelle adeguata. Si tratta di un sentiero battuto nel bosco con un grado di pendenza massimo del 20%. Contattaci per maggiori informazioni.

  • E’ possibile visitare il parco con il passeggino?

Si, il percorso è percorribile senza difficoltà con i passeggini.

  • Sono ammessi i cani?

Anche gli amici a 4 zampe sono benvenuti al Parco. Vi chiediamo di tenerli cortesemente al guinzaglio per rispetto degli altri visitatori.

Contattaci per qualsiasi ulteriore informazione o richiesta!

E-mail: info@chiantisculpturepark.it

WhatsApp: +39 0577 357151

Telefono: +39 0577 357151

Facebook:  @chiantisculpturepark

 

Trekking ad anello a Pievasciata B.A.C.

Volete godervi una passeggiata tra boschi e vigneti?  Vi consigliamo un giro ad anello a Pievasciata per scoprire le opere del progetto B.A.C. Borgo d’Arte Contemporanea.

Scarpe comode, un po’ d’acqua e tanta voglia di esplorare questa zona del Chianti senese. Pronti a partire? Via!

Iniziamo il percorso dal parcheggio del Parco Sculture del Chianti, dove potrete tranquillamente lasciare la macchina e prepararvi per la partenza. Andiamo verso la Casa nel Bosco e poi giù per la stradina sterrata fino alla freccia in granito nero dove incontriamo la S.P. 9 di Pievasciata. Giriamo a destra in direzione del borgo. La prima sosta è pochi metri dopo, alla casa dei nostri vicini, dove incontriamo Omaggio al Palio da un’idea di Sandro Bessi. Continuiamo ancora per 400 mt fino ad Incomunicabilità, opera composta da due cabine telefoniche originali inglesi. Giriamo a destra e prendiamo Via dell’Ischia. Pochi metri più avanti incontreremo Pax e Warhol in Chianti. Dovrete alzare un po’ la testa per scovare il mosaico composto da 116.000 tessere in vetro trasparente verniciate sul retro con colori Pantone. Proseguiamo ancora per la via principale che attraversa il borgo e pochi passi dopo la curva troveremo una villa appena ristrutturata con la sua Lucertola Muraiola.


Approfondimento

L’ultima opera entrata a far parte del progetto B.A.C. è una lucertola muraiola, tipica del Chianti, della specie Podarcis Muralis.

Nasce da un’idea di Piero Giadrossi, curatore del Parco. Lo sponsor è la famiglia Giadrossi.

Le abili mani del fabbro-artista Fabio Zacchei hanno realizzato questa scultura di 3,80 m di lunghezza e per cui sono stati necessari 180 kg di ferro. La pittrice e restauratrice Carlotta Bellucci ha poi dipinto e reso ancora più realistica la lucertola.


Continua…

Da qui camminiamo per circa 2 km sulla Strada Comunale di Catignano fino ad incontrare gli Struzzi Metropolitani, 2 figure di 5.60 metri che guardano dentro ai cipressi dell’azienda vinicola Casuccio Tarletti di Bruna Baroncini. Facciamo qualche passo avanti per poi svoltare tutto a sinistra dove vediamo le indicazioni per i Ruderi del Castello di Cerreto. Proseguiamo per 2 km fino ad incrociare nuovamente la SP 9 di Pievasciata. Qui svoltiamo a sinistra.

Possiamo fare una breve deviazione ai Ruderi del Castello di Cerreto Ciampoli oppure proseguire per 800 metri attraverso uno dei panorami più belli e mozzafiato del tour.

E’ quello che scorgiamo tra le aziende vinicole Vallepicciola e Tolaini. Da qui si può anche ammirare, tra le colline del versante opposto, il celeberrimo Castello di Brolio che domina il Chianti Classico.

Tolaini esibisce l’opera dell’artista aretina Antonella Farsetti I colori del Chianti con lo skyline di Siena a fare da sfondo ed il piccolo boschetto circolare che domina sulle vigne.

Gli Etruschi avevano scelto proprio questo posto per la sua bellezza e spiritualità. E voi, che ne pensate? Noi lo adoriamo!

Iniziamo a tornare al punto di partenza, proseguendo per la strada bianca in direzione di Pievasciata e del Parco Sculture del Chianti. Prima di tornare al parcheggio vi suggeriamo una sosta ai Peperoni che si trovano presso la Galleria d’Arte La Fornace.

E se avete ancora un po’ di energie, vi invitiamo a proseguire all’interno del Parco e visitarlo con un ulteriore passeggiata di 1 km. Vi aspettiamo!

Dalla mappa potrete scoprire tutte le tappe del percorso che vi abbiamo proposto. La lunghezza totale è di 8 km, mentre la deviazione ai Ruderi del Castello di Cerreto è di 600 m.

 

Come nasce il logo del Parco?

Il legame con la natura e l’integrazione tra questa e l’arte come sapete è uno degli obiettivi principali del Parco.

La foglia di tiglio è stata d’ispirazione per il nostro logo.

leaf chiantisculpturepark art

Anche la cancellata d’ingresso riflette questo simbolo. Infatti è stata realizzata passando allo scanner una vera foglia di tiglio che è stata successivamente intagliata con il laser su una lastra di ferro.

Il Parco dalle sue origini a oggi (curiosità e fatti inediti)

Vi proponiamo una breve cronistoria del Parco regalandovi alcune curiosità e anche qualche fatto inedito. Buona lettura!

1994 Erano appena finiti i lavori di ristrutturazione dell’attuale Galleria d’Arte La Fornace a Pievasciata ed i coniugi Giadrossi acquistarono un bosco di circa 13 ettari che si trovava dal lato opposto della strada provinciale. Una parte di questo bosco era già ben recintata poichè aveva ospitato fino ad allora un allevamento di cinghiali.

1994 –1999 Durante questo periodo il bosco venne usato poco, prevalentemente per cercare funghi in stagione e per fare legna da utilizzare a La Fornace.

1998 Durante un viaggio in Sud Africa, Piero Giadrossi, creatore del Parco Sculture del Chianti, visitò una mostra di sculture di artisti Shona (Zimbabwe) nei giardini botanici di Kristenbosch nei dintorni di Città del Capo. La scultura contemporanea era già una passione per la famiglia Giadrossi e l’abbinamento mentale tra scultura e bosco fu immediato.

Studio e ricerca per la realizzazione

1999 Nel mese di ottobre Piero Giadrossi frequentò un seminario negli Stati Uniti, presso l’ISC (International Sculpture Center) nel New Jersey. Il corso verteva proprio sui parchi di scultura ed in particolare sull’integrazione tra opere d’arte e natura.

“Verificai con molti partecipanti al corso, curatori e proprietari di parchi, la validità del progetto che avevo in mente e mi resi conto che era realizzabile. Non mi rendevo conto però di tutte le problematiche collegate; e questo fu un bene!”

Nel mese di novembre esponemmo a grandi linee il progetto a Simone Brogi, l’allora Sindaco di Castelnuovo Berardenga, il nostro Comune.

“Riuscii a percepire dai pochi commenti del Brogi e da qualche impercettibile messaggio che l’idea non gli dispiaceva. In seguito avemmo modo di rincontrarci molte volte per discutere e risolvere problemi di vario tipo e, pur sempre con misura e nel rispetto totale della burocrazia e delle tante leggi, trovammo sempre nel Sindaco un atteggiamento positivo.”

2000 A partire da gennaio si iniziò a studiare le varie alternative di percorso tenendo conto della lunghezza, delle pendenze, del tipo di vegetazione e altro ancora.


Curiosità

Un interessante problema si pose a proposito della piccola gola che si trova a circa metà del percorso: aggirarla o costruire un ponte? Fu deciso di inserire un ponte di 19 metri che fosse robusto, esteticamente elegante ed integrato nel bosco circostante per colori e materiali.
Accettammo con entusiasmo l’idea dell’artista tedesco Johannes Pfeiffer (vedi opera “Limes”) che ci propose di usare la formula dell’iperbole, in salita da un lato e in discesa dall’altro. Dopo l’installazione il ferro è stato lasciato arrugginire, cosicché da lontano da l’impressione di essere legno.

 

Sketch del ponte proposto da Johannes Pfeiffer

Una volta deciso il percorso, segnando gli alberi con un nastro bianco e rosso, fu il momento della pulizia del sottobosco e del taglio di alcuni alberi di minore importanza sempre sotto l’occhio vigilie della Guardia Forestale. Questa attività durò un paio di mesi: adesso almeno si riusciva a distinguere un tracciato.

Arrivò finalmente il momento dell’installazione delle opere!

Ottobre 2001 – Aprile 2004 All’inizio furono preziosi i suggerimenti di un gruppetto di amici amanti dell’arte che ritenevano ambiziosa, ma possibile la realizzazione del Parco. Dettero un input davvero importante:

“Non ti innamorare di una scultura per poi cercarle un posto nel Parco. Invita l’artista che ti interessa, fagli scegliere il suo posto e quindi chiedigli di fare una proposta adeguata. E così feci.””

Questo concetto, che ricalcava gli insegnamenti del simposio in New Jersey, non è proprio ovvio e comporta molto lavoro di ricerca, di viaggi, di immaginazione e di grande collaborazione da parte degli scultori e degli installatori. Tutti gli artisti, uno ad uno, furono invitati a Pievasciata.

Per il successo delle installazioni che mano a mano hanno popolato il bosco fu determinante il contributo di una squadra di collaboratori che citiamo singolarmente:

Francesco Fosi, taglialegna
Roberto Ciani e Paolo Papini, muratori
Cesare Semplici, falegname
Mauro Rinaldi, fabbro
Stefano Mazza, movimento terra
Doriano Degli Innocenti, elettricista.

Collaboratori intelligenti, di quel tipo raro che pensa mentre lavora e soprattutto disponibili.
Pur non avendo esperienza specifica di Parchi di Scultura, con creatività tipicamente italiana, costanza ed entusiasmo sistemarono acqua e luce lungo il percorso, fare piedistalli nascosti, assemblare sculture come Energy, Fede ed Illusione, Il Ponte Blu, e molte altre. Insomma tutto il necessario per la creazione dell’intero Parco. Un eccezionale lavoro di squadra molto lodato dagli stessi artisti e coordinato dai geometri Casacci e Cortigiani anch’essi sempre disponibili a risolvere i problemi tecnici…

“ed anche quelli che creavo io (Piero) con idee sempre in evoluzione.”

2004 La prima fase dell’allestimento del Parco è conclusa ed il 21 maggio inaugurammo ufficialmente il PARCO SCULTURE DEL CHIANTI.

Gli artisti in occasione dell’inaugurazione ufficiale del Parco

La storia continua…

2006 Sette figure in fibra di vetro vengono aggiunte alla “Casa nel Bosco” di Kei Nakamura.

2007 Installazione di “The Labyrinth” dell’artista inglese Jeff Saward, una delle opere interattive e preferite del Parco Sculture.

2008 A marzo viene installata “Falling Leaf” di Yasmina Heidar, portando così il numero di donne scultrici del Parco a 8.

2009 Nel mese di settembre viene inaugurato l’Anfiteatro con uno speciale concerto del Coro Polifonici Senesi. Questo bellissimo luogo consentirà di offrire al pubblico manifestazioni musicali ed altri eventi negli anni a venire.

 

Il Coro Polifonici Senesi al Parco – 11 settembre 2009

 

2010 Prima stagione delle Serate Musicali all’Anfiteatro.

2014 National Geographic nomina il parco tra i 10 migliori Parchi di Scultura al mondo.

2019 Festeggiamo 15 anni dalla nascita del parco e 100 concerti all’Anfiteatro.

2020 Ci sono tanti progetti e “sogni nel cassetto” che vorremo realizzare. Lavoriamo ogni giorno con passione e dedizione perché ciò sia possibile. E voi visitatori contribuite ogni giorno con la vostra presenza, i vostri giudizi e suggerimenti per migliorarci. Grazie di cuore!